documenti relativi a San Vincenzo e commento personale
Documento di San Vincenzo De Paoli
Domenica 19 settembre 1660
" Il superiore , padre Watebled , domanda che si richiami l'anziano padre che è ai Bons - Enfants ,dove rovina tutto : disordine , maldicenze , mormorazioni continue e sempre con la ( voglia) di andarsene .
Questo povero missionario sarà causa di dolori per la Compagnia . Occorre ricorrere a Dio e supplicarlo . Scrivetegli che stiamo per cominciare il ritiro e che venga qui a parteciparvi .
Padre Le Vazeux è rimasto sorpreso del fatto che lo abbia richiamato . E vedendo che da poco lei ha mandato via un altro meno colpevole , è diventato diffidente e ha pregato padre Watebled di portarle una lettera e di
dirle subito che la prega di concedarlo e che si ritira 1° perché suo padre è di salute cagionevole e la sua famiglia sta andando in rovina per mancanza di aiuti ; 2° perché prova continuamente un'avversione contro i nostri voti , che gli suscitano orrore che crede saranno la rovina della Compagnia ;3° in una parola, il motivo è che non saprebbe accettare obblighi né seguire le regole della comunità e da otto mesi non riesce a riposare . O Salvatore , quale grazia ci fai liberandoci di un tale soggetto brillante fino ad essere altero e orgoglioso ! O fratelli , quale ringraziamento , dobbiamo innalzare a Dio ! Vi prego, in particolare nella santa Messa , ringraziamo , adoriamo, e siamo molto riconoscenti a Dio , ringraziamo , adoriamo, e siamo riconoscenti a Dio . O mio Dio , come sai condurre bene la tua opera e come sai ben mostrare che ti appartiene ! Ebbene , fratelli , ancora una volta ringraziamolo . Gli scrivo che molto volentieri acconsento che si ritiri per cercare il suo riposo e conforto .Nei quattro o cinque giorni Padre Vincenzo ripeté spesso in ogni adunanza Che gran motivo abbiamo di ringraziare Dio per averci liberati ( di lui ) ecc!.
Commento alla conferenza di San Vincenzo De Paoli
In questo discorso di San Vincenzo De Paoli certamente c'è molta amarezza , perché lui era un uomo ripieno dello Spirito Santo .
San Vincenzo era un uomo di orazione di preghiera e di azione caritatevole e caritativa . Lui aveva incarnato dentro di se la carità .
Questo discorso che San Vincenzo rivolge ai confratelli che erano suoi contemporanei è valido non solo per noi suoi missionari ma è valido per tutta la vita consacrata in generale .
Oggi nelle nostre comunità religiose, ci sono sempre missionari , frati , suore che non vivono bene la loro vocazione religiosa e imitano codesto nostro confratello(che era contemporaneo del nostro fondatore San Vincenzo De Paoli ) inventando le scuse pur di lasciare la propria comunità di appartenenza ma in realtà il problema non sempre è negli altri componenti della comunità di appartenenza , ma è soltanto in colui o colei che non si trova bene con gli altri confratelli o consorelle . Certamente ognuno di noi ha i suoi limiti caratteriali con mentalità diverse e che non sempre ci si riesce ad andare d'accordo con tutti ma bisogna sforzarci e cercare di vivere la comunione fraterna e
sostenerci a vicenda e tenere presente che chi ci unisce è Gesù , poiché è Lui che ci ha scelti per stare insieme in comunità come cari amici come diceva San Vincenzo De Paoli
Nella vita consacrata dobbiamo tutti ripartire da questa dimensione ... chi ci unisce è Gesù ed è Lui che ci ha scelti ." Non voi avete scelto me ma io ho scelto, voi perché andiate e portiate molto frutto e il vostro frutto rimanga , perché tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio Nome . Egli ve lo conceda (Gv cap 15v 16)
Chiediamo a Dio nel Nome di Gesù lo Spirito Santo che ci guidi e ci illumini e ci faccia vivere bene la nostra vocazione e la nostra vita di comunità amandoci gli uni e gli altri come Gesù ci ha amati
lunedì 2 marzo 2020
giovedì 22 novembre 2018
Dagli scritti di San Vincenzo De Paoli
Sulla Castità
( conferenza del 30 luglio 1655)
" Ebbene ! signori, chiediamo insistentemente a Dio la virtù della purezza . Questa virtù . se l'abbiamo , ce ne attirerà molte altre ; se non l'abbiamo , siamo perduti , la Missione è perduta ; ne abbiamo un bisogno particolarissimo , trovandoci continuamente nelle occasioni.
O Salvatore , fateci la grazia di onorare quella mirabile purezza che voleste avere sulla terra .
Celebriamo domani la festa di un gran santo, S. Ignazio , il quale possedé , in grado eminente , tal virtù e la trasmise in quella grande santa compagnia da lui istituita . Sul principio di quella compagnia , ognuno notava con ammirazione i giovani vivere tra loro in grande purezza , sebbene in continue occasioni . Un giorno fu domandato ad uno dei loro Padri come facevano per conservarsi in tanta purità ; rispose che portavano seco qualche cosa che li preservava : la sobrietà e la custodia dei sensi esterni . Piaccia alla bontà di Dio di parteciparci quello spirito che ha sparso tanto abbondantemente su quella compagnia .
Cerchiamo di imitarla nella sobrietà e nella custodia dei sensi e adottiamo gli altri mezzi proposti per conservarci in una grande purezza .
Ma il mezzo dei mezzi è il ricorso frequente a Nostro Signore in tutte le occasioni , ad ogni momento , ricorso a Nostro Signore , una grande devozione alla sua purezza e a quella della Madonna . Domandiamogli questa grazia ; il cuore mi dice che che se noi lo supplicheremo, ci userà misericordia . Tutti i sacerdoti , che hanno obblighi speciali , celebrino domani secondo questa intenzione ; i fratelli non si comunicano domani, ma domenica lo chiedano a Dio e offrano la loro comunione affinchè Dio si compiaccia di concedere alla compagnia questo prezioso dono . Oh! quando rimasi edificato di un nostro fratello del quale ho ricevuto notizie ultimamente ! Vive tra i selvaggi ; uomini e donne vanno quasi nudi egli sta tra loro , li vede ma che dico? Non osa vederli , non li guarda affatto , ed è perciò immune da impurità . O Salvatore ! Ne ho fatto leggere la relazione alle Dame della Carità , ed hanno provato una viva consolazione , vedendo come Dio assista potentemente nell'occasione . E quanto gli chiederemo , se vi piace , per l'intercessione della Madonna , di S. Giuseppe , dei nostri buoni angeli , di S. Pietro e di S.Ignazio
( conferenza del 30 luglio 1655)
" Ebbene ! signori, chiediamo insistentemente a Dio la virtù della purezza . Questa virtù . se l'abbiamo , ce ne attirerà molte altre ; se non l'abbiamo , siamo perduti , la Missione è perduta ; ne abbiamo un bisogno particolarissimo , trovandoci continuamente nelle occasioni.
O Salvatore , fateci la grazia di onorare quella mirabile purezza che voleste avere sulla terra .
Celebriamo domani la festa di un gran santo, S. Ignazio , il quale possedé , in grado eminente , tal virtù e la trasmise in quella grande santa compagnia da lui istituita . Sul principio di quella compagnia , ognuno notava con ammirazione i giovani vivere tra loro in grande purezza , sebbene in continue occasioni . Un giorno fu domandato ad uno dei loro Padri come facevano per conservarsi in tanta purità ; rispose che portavano seco qualche cosa che li preservava : la sobrietà e la custodia dei sensi esterni . Piaccia alla bontà di Dio di parteciparci quello spirito che ha sparso tanto abbondantemente su quella compagnia .
Cerchiamo di imitarla nella sobrietà e nella custodia dei sensi e adottiamo gli altri mezzi proposti per conservarci in una grande purezza .
Ma il mezzo dei mezzi è il ricorso frequente a Nostro Signore in tutte le occasioni , ad ogni momento , ricorso a Nostro Signore , una grande devozione alla sua purezza e a quella della Madonna . Domandiamogli questa grazia ; il cuore mi dice che che se noi lo supplicheremo, ci userà misericordia . Tutti i sacerdoti , che hanno obblighi speciali , celebrino domani secondo questa intenzione ; i fratelli non si comunicano domani, ma domenica lo chiedano a Dio e offrano la loro comunione affinchè Dio si compiaccia di concedere alla compagnia questo prezioso dono . Oh! quando rimasi edificato di un nostro fratello del quale ho ricevuto notizie ultimamente ! Vive tra i selvaggi ; uomini e donne vanno quasi nudi egli sta tra loro , li vede ma che dico? Non osa vederli , non li guarda affatto , ed è perciò immune da impurità . O Salvatore ! Ne ho fatto leggere la relazione alle Dame della Carità , ed hanno provato una viva consolazione , vedendo come Dio assista potentemente nell'occasione . E quanto gli chiederemo , se vi piace , per l'intercessione della Madonna , di S. Giuseppe , dei nostri buoni angeli , di S. Pietro e di S.Ignazio
mercoledì 26 settembre 2018
Dagli scritti di San Vincenzo De Paoli
(Dagli scritti di San Vincenzo De Paoli )
Sulla conformità alla volontà di Dio
In un tempo , nel quale , la malattia minacciava togliergli, molti suoi preti e particolarmente uno dei più meritevoli della Compagnia ,il santo disse alla comunità : << Pregheremo Dio che si degni conservarcelo , sottomettendoci alla sua divina volontà ; perché dobbiamo credere , ed è vero , che non solo la malattia di lui , ma anche le malattie degli altri , ed infine tutto quello che viene alla Compagnia ,non accade se non per il suo santo volere e a vantaggio della Compagnia stessa. Perciò , pregando Dio di dare la salute agl'infermi e di soccorrerci nelle altre necessità , deve essere sempre a condizione che tali siano il suo beneplacito e la sua maggior gloria >>.
Sulla conformità alla volontà di Dio
In un tempo , nel quale , la malattia minacciava togliergli, molti suoi preti e particolarmente uno dei più meritevoli della Compagnia ,il santo disse alla comunità : << Pregheremo Dio che si degni conservarcelo , sottomettendoci alla sua divina volontà ; perché dobbiamo credere , ed è vero , che non solo la malattia di lui , ma anche le malattie degli altri , ed infine tutto quello che viene alla Compagnia ,non accade se non per il suo santo volere e a vantaggio della Compagnia stessa. Perciò , pregando Dio di dare la salute agl'infermi e di soccorrerci nelle altre necessità , deve essere sempre a condizione che tali siano il suo beneplacito e la sua maggior gloria >>.
sabato 8 settembre 2018
Dagli scritti di Santa Luisa De Marillac 27 giugno 1647
Alla carissima Suor TURGIS Fd.c
Carissima ( sorella )
Sebbene creda che il signor Abate di Vaux vi abbia dato o mandato una lettera che vi avevo scritta da un po' di tempo, non mi privo della consolazione di scrivervi appena il nostro buon Dio me ne da il modo , e fo questo per rallegrarmi con voi delle grazie che la sua bontà fa a tutt'e due . Non potreste immaginare la consolazione che il signor Vincenzo , e anche io , ha provato leggendo la vostra lettera ; spero che sia lo stesso nei vostri cuori , carissime sorelle. Ma come mai voi , suor Anna , non mi scrivete mai? Oh , vi supplico di scrivermi di vostra mano e comunicatemi tutti i vostri segreti . Sapete bene che suor Turgis me li manderà certamente , senza leggerli , se non lo volete, ma io credo che siate un cuore solo , perché è cosi l'unione che ci deve essere tra le Figlie della Carità le deve rendere . Come siete fortunate , carissime sorelle, di avere la direzione che avete ! Fatene una buona provvista per quando la divina Provvidenza vi chiamerà altrove , però non pensate a quando questo avverrà , ma vivete nell'indifferenza . Ricordatevi , sorelle di pregare Dio per tutta la nostra compagnìa che spesso ne ha bisogno , sia per ciascuna ( suora ) in particolare per le opere che il Signore ci domanda .
Suor Anna Hardermont e suor Maria Lullen di Le Mans partirono ieri per andare a Montreuil , un luogo dove da tanto tempo il signor Conte de Lannoy ci mandava . Vi assicuro sorelle, che se non siamo aiutate fortemente dal nostro buon Dio e se delle buone persone non s'interessano di noi, abbiamo gran motivo di temere per le nostre infedeltà .
Tutte le suore stanno abbastanza bene , grazie a Dio; vi salutano con tutto il cuore ,e anche io, che sono, carissime sorelle , nell'amore di Gesù Crocifisso la vostra umilissima sorella e serva .
P.S. Vi supplico di salutare umilissimamente il signor Gauthier e di raccomandarci alla preghiere di tutta la loro comunità :
Carissima ( sorella )
Sebbene creda che il signor Abate di Vaux vi abbia dato o mandato una lettera che vi avevo scritta da un po' di tempo, non mi privo della consolazione di scrivervi appena il nostro buon Dio me ne da il modo , e fo questo per rallegrarmi con voi delle grazie che la sua bontà fa a tutt'e due . Non potreste immaginare la consolazione che il signor Vincenzo , e anche io , ha provato leggendo la vostra lettera ; spero che sia lo stesso nei vostri cuori , carissime sorelle. Ma come mai voi , suor Anna , non mi scrivete mai? Oh , vi supplico di scrivermi di vostra mano e comunicatemi tutti i vostri segreti . Sapete bene che suor Turgis me li manderà certamente , senza leggerli , se non lo volete, ma io credo che siate un cuore solo , perché è cosi l'unione che ci deve essere tra le Figlie della Carità le deve rendere . Come siete fortunate , carissime sorelle, di avere la direzione che avete ! Fatene una buona provvista per quando la divina Provvidenza vi chiamerà altrove , però non pensate a quando questo avverrà , ma vivete nell'indifferenza . Ricordatevi , sorelle di pregare Dio per tutta la nostra compagnìa che spesso ne ha bisogno , sia per ciascuna ( suora ) in particolare per le opere che il Signore ci domanda .
Suor Anna Hardermont e suor Maria Lullen di Le Mans partirono ieri per andare a Montreuil , un luogo dove da tanto tempo il signor Conte de Lannoy ci mandava . Vi assicuro sorelle, che se non siamo aiutate fortemente dal nostro buon Dio e se delle buone persone non s'interessano di noi, abbiamo gran motivo di temere per le nostre infedeltà .
Tutte le suore stanno abbastanza bene , grazie a Dio; vi salutano con tutto il cuore ,e anche io, che sono, carissime sorelle , nell'amore di Gesù Crocifisso la vostra umilissima sorella e serva .
P.S. Vi supplico di salutare umilissimamente il signor Gauthier e di raccomandarci alla preghiere di tutta la loro comunità :
giovedì 6 settembre 2018
conferenza di San Vincenzo De Paoli 19 Gennaio 1642
<< Iddio ci da le grazie secondo il bisogno che ne abbiamo .
è una fonte nella quale ognuno attinge l'acqua secondo il bisogno che ne ha . Come una persona che ha bisogno di sei secchi d'acqua ne attinge sei, se di tre , tre , un uccello che non ne ha bisogno che di una beccata , non fa altro che beccare ; un pellegrino prende l'acqua con il cavo della mano per dissetarsi ; cosi avviene di noi verso Dio . Dobbiamo cercare con gran diligenza di essere fedeli alla lettura del Nuovo Testamento e di fare , al principio , gli atti : 1 di adorazione , adorando la parola di Dio e la sua verità ; 2 entrare nei sentimenti con i quali Nostro Signore le pronunziò ed acconsentì a tali verità ; 3 risolversi di mettere in pratica queste medesime verità. Per esempio
leggendo: << Beati i poveri di spirito >> (1) mi risolverò e mi darò a Dio per mettere in pratica queste verità in tale e tal circostanza . Parimente quando leggerò :<< Beati i miti >> (2) , mi darò a Dio per praticare la mitezza . Sopratutto dobbiamo stare attenti a non leggere per studio dicendo : << questo passo mi servirà per la tal predica >> , ma leggere soltanto per il nostro profitto ..
Non bisogna scoraggiarsi se,
avendo letto più volte , un mese , due , sei mesi,nulla ci ha colpito . Alla fine avremo una piccola luce , un altro giorno una maggiore e un'altra ancora più grande quando ne avremo bisogno . Una sola parola è capace di convertirci ; basta una come bastò a S.Antonio >>
è una fonte nella quale ognuno attinge l'acqua secondo il bisogno che ne ha . Come una persona che ha bisogno di sei secchi d'acqua ne attinge sei, se di tre , tre , un uccello che non ne ha bisogno che di una beccata , non fa altro che beccare ; un pellegrino prende l'acqua con il cavo della mano per dissetarsi ; cosi avviene di noi verso Dio . Dobbiamo cercare con gran diligenza di essere fedeli alla lettura del Nuovo Testamento e di fare , al principio , gli atti : 1 di adorazione , adorando la parola di Dio e la sua verità ; 2 entrare nei sentimenti con i quali Nostro Signore le pronunziò ed acconsentì a tali verità ; 3 risolversi di mettere in pratica queste medesime verità. Per esempio
leggendo: << Beati i poveri di spirito >> (1) mi risolverò e mi darò a Dio per mettere in pratica queste verità in tale e tal circostanza . Parimente quando leggerò :<< Beati i miti >> (2) , mi darò a Dio per praticare la mitezza . Sopratutto dobbiamo stare attenti a non leggere per studio dicendo : << questo passo mi servirà per la tal predica >> , ma leggere soltanto per il nostro profitto ..
Non bisogna scoraggiarsi se,
avendo letto più volte , un mese , due , sei mesi,nulla ci ha colpito . Alla fine avremo una piccola luce , un altro giorno una maggiore e un'altra ancora più grande quando ne avremo bisogno . Una sola parola è capace di convertirci ; basta una come bastò a S.Antonio >>
sabato 28 luglio 2018
conferenza di San Vincenzo del 17 Novembre 1656
Sul dovere di fare il catechismo ai poveri La conferenza conteneva tre punti ; il primo era di esaminare se si notava che la compagnia si fosse raffreddata nell'esercizio , praticato fin dal principio della sua istituzione , d'insegnare il catechismo ai poveri, ai fanciulli o ad altre persone che s'incontrano viaggiando o in casa o nelle missioni , il secondo : quali fossero i grandi benefici che provenivano dal fare il catechismo , il terzo , quali i mezzi per riattivare questo esercizio , qualora si fosse trascurato.
Il signor Vincenzo , parlando su questo argomento dopo molti anziani della compagnia , tanto coadiutori, che sacerdoti , disse: << parlerò come un povero fratello , ignoro come ci si regoli ora su questo punto,perché se vo in città e mi reco in qualche casa sono costretto a salire in una stanza, o ad entrare in una sala , perciò , signori , voialtri che andate in missione e per le campagne lo sapete meglio di me .So però come si faceva al principio della compagnia e come essa fosse premurosa nel non lasciar passare occasione d'istruire un povero che ne avesse bisogno , sia i sacerdoti , sia i chierici d'allora , sia i nostri fratelli coadiutori , andando e tornando , Se incontravano qualche povero , qualche ragazzo , qualche buon uomo, gli rivolgevano la parola per conoscere se sapesse i misteri necessari alla salvezza eterna , e se si accorgevano che non li sapeva , glieli insegnavano . Non so se oggi si è ancor cosi solleciti nell'osservare questa santa pratica . Parlo di coloro che vanno nelle campagne e si fermano , cammin facendo , negli alberghi . Se ciò fosse , alla buon'ora ! Bisogna ringraziare Iddio e chiedergli la perseveranza per la medesima compagnia ; che se ci si fosse rilassati bisogna chiedere la grazia di rialzarcene.
Quando al secondo punto , ossia sui vantaggi che provengono da questa santa pratica, diremo che sono grandissimi , mentre invece , quelli che non vi sono fedeli sono in pericolo di commettere grandi mali perché , come ha detto benissimo che ha già parlato , si può uccidere una persona in due modi ; o precuotendola e dandole in colpo mortale , o privandola di quello che è necessario al suo sostentamento. Dimodochè è colpa grave vedere il prossimo ignorare i misteri necessari alla salvezza eterna , e non insegnarglieli , quando si può . Ed a questo deve maggiormente indurci quello che dicono sant'Agostino san Tommaso , sant'Atanasio , cioè . coloro che non conosceranno esplicitamente i misteri della Trinità e dell'Incarnazione , non potranno salvarsi . Ecco la loro opinione . So bene che altri dottori non sono tanto rigorosi e ritengono il contrario , perché dicono , ripugna pensare che un povero uomo , per esempio, vissuto onestamente , debba dannarsi per non aver trovato nessuno che gli abbia insegnato questi misteri , ma nel dubbio , signori e fratelli ,sarà sempre un atto di somma carità per noi, se istruiremo quei poveretti , chiunque siano; e non dobbiamo lasciarcene sfuggire l'occasione quando possiamo .
Per grazia di Dio , so che nella compagnia ve ne sono che non mancano quasi mai di farlo , se non ne sono impediti . Non so se in portineria , questo s'adempia bene; mi sembra che non si faccia cosi bene come una volta ; temo che i due fratelli addetti alla portineria si sono rilassati forse perchè sono ambedue nuovi e non sanno come si era soliti fare . Nel cortile rustico non so se si osservi , e se il fratello sia premuroso d'informarsi se i nostri siano sufficientemente istruiti , se abbia cura di parlar loro qualche volta in particolare su tale argomento , imitando Nostro Signore quando , seduto sulla pietra accanto al pozzo , cominciò , per istruire quella donna dal chiederle l'acqua disse :<< Donna dammi un po'd'acqua >< , le disse (1) E cosi che si deve chiedere l'uno poi all'altro : << ebbene ! come vanno i vostri cavalli ? come va questo? come va quello ? e voi come state ?>> E cominciar cosi da una cosa simile per raggiungere poi il nostro intento. Lo stessa si dica dei fratelli che sono in giardino , alla calzoleria , alla sartoria, e cosi degli altri : affinchè qui non vi sia nessuno che non venga sufficientemente istruito di tutte le cose necessarie per salvarsi intrattenendoli talora sul modo di ben confessarsi , sulle condizioni della confessione , poi su qualche altro soggetto utile e necessario .
Coloro , dice la Sacra Scrittura che insegnano agli altri le cose utili e necessarie alla loro salvezza , brilleranno come stelle nella vita eterna . Ed ecco un altro gran vantaggio per coloro che insegneranno la via della salvezza agli altri che altrimenti forse non si salverebbero .
I fratelli non devono insegnare ne fare il catechismo nelle chiese , no non è conveniente , ma fuori devono sempre farlo . Orsù , ecco che suona l'orologio , bisogna smettere , In questo sono assai colpevole , per essere stato tante volte causa di noia alla compagnia , trattenendola troppo lungamente dopo suonata l'ora . Mi si è usata la carità di avvertirmi di questa mia mancanza , miserabile che sono; perciò chiedo umilmente perdono a Dio e a tutta la compagnia dell'occasione di mortificazione e di cattivo esempio che le diedi in questo , come pure di essermi lasciato sfuggire tante occasioni d'istruire molte persone ,anche povere , che sono venute nella nostra stanza . eppure , miserabile , non l'ho fatto>>
venerdì 22 giugno 2018
dagli scritti di San Vincenzo De Paoli
Ripetizione dell'orazione del 12 novembre 1656
Alla ripetizione dell'orazione il signor Vincenzo disse , tra l'altro che il signor Le Vacher , il più anziano dei due fratelli , prete dell Compagnia , di residenza a Tunisi con il signor console , era in pace e tranquillità , ora , sia con i turchi , che con il console inglese e i mercanti francesi ,e pregava la Compagnia , di ringraziarne Dio .
Quando ad Algeri le cose andavano diversamente , perché da quando il nostro fratello Barreau è là come console , ha subito persecuzioni quasi continue , o almeno molto frequenti , per le angherie e i cattivi trattamenti fattigli dai turchi e le ingratitudini di alcuni cristiani , dimodochè si trova pur ora imbarazzatissimo per tutte queste cose .
Egli è minacciato parimente di un'altra rappresaglia , a causa di certi maltrattamenti fatti da un francese ad alcuni ebrei, per cui i turchi dicono che bisogna prendersela con il console dei francesi , non considerando che le colpe sono personali.
Quindi il signor Vincenzo esclamò : << Dio voglia , signori e cari fratelli , che tutti coloro che chiedono di essere ammessi nella Compagnia vengano con il pensiero del martirio , con il desiderio di soffrire il martirio e di consacrarsi interamente al servizio di Dio , sia nei paesi lontani , sia qui, in qualunque luogo piacerà a Dio servirsi della nostra povera Compagnia ! Si , con il pensiero del martirio . Oh ! come dovremmo chiederla spesso questa grazia e questa disposizione a Nostro Signore e, di essere pronti ad esporre la nostra vita per la sua gloria e per la salvezza del prossimo, tutti quanti siamo fratelli, chierici , sacerdoti , insomma tutta la Compagnia ! Ah! signori, c'è nulla di più ragionevole che dare la nostra vita per Colui che ha dato tanto liberamente la sua per tutti ? E se Nostro Signore ci ama al punto di morire per noi , perché non brameremo di avere la medesima disposizione verso di Lui , per attuarla quando se ne offrirà l'occasione ? Vediamo che tanti Papi furono martirizzati gli uni dopo gli altri ; se ne contano trentacinque di seguito . Non è strano veder mercanti che , per un piccolo guadagno , attraversano i mari e si espongono a non so quali pericoli? Domenica scorsa mi trovai con uno di essi che venne a cercarmi qui , e mi disse che gli avevano proposto di andare nelle Indie e che si era risoluto d'accettare , nella speranza di guadagnarvi qualche cosa . Gli domandai se vi erano molti pericoli , e mi rispose che ve n'erano moltissimi , ma che una certa persona di sua conoscenza però era ritornata ; un'altra , per dire la verità , vi era rimasta . Ed allora dicevo tra me ; se questa persona per un piccolo guadagno , per riportare qualche pietra , si espone in tal modo a tanti pericoli , ben a più forte ragione noialtri dobbiamo farlo per portarvi la pietra preziosa del vangelo >>
Alla ripetizione dell'orazione il signor Vincenzo disse , tra l'altro che il signor Le Vacher , il più anziano dei due fratelli , prete dell Compagnia , di residenza a Tunisi con il signor console , era in pace e tranquillità , ora , sia con i turchi , che con il console inglese e i mercanti francesi ,e pregava la Compagnia , di ringraziarne Dio .
Quando ad Algeri le cose andavano diversamente , perché da quando il nostro fratello Barreau è là come console , ha subito persecuzioni quasi continue , o almeno molto frequenti , per le angherie e i cattivi trattamenti fattigli dai turchi e le ingratitudini di alcuni cristiani , dimodochè si trova pur ora imbarazzatissimo per tutte queste cose .
Egli è minacciato parimente di un'altra rappresaglia , a causa di certi maltrattamenti fatti da un francese ad alcuni ebrei, per cui i turchi dicono che bisogna prendersela con il console dei francesi , non considerando che le colpe sono personali.
Quindi il signor Vincenzo esclamò : << Dio voglia , signori e cari fratelli , che tutti coloro che chiedono di essere ammessi nella Compagnia vengano con il pensiero del martirio , con il desiderio di soffrire il martirio e di consacrarsi interamente al servizio di Dio , sia nei paesi lontani , sia qui, in qualunque luogo piacerà a Dio servirsi della nostra povera Compagnia ! Si , con il pensiero del martirio . Oh ! come dovremmo chiederla spesso questa grazia e questa disposizione a Nostro Signore e, di essere pronti ad esporre la nostra vita per la sua gloria e per la salvezza del prossimo, tutti quanti siamo fratelli, chierici , sacerdoti , insomma tutta la Compagnia ! Ah! signori, c'è nulla di più ragionevole che dare la nostra vita per Colui che ha dato tanto liberamente la sua per tutti ? E se Nostro Signore ci ama al punto di morire per noi , perché non brameremo di avere la medesima disposizione verso di Lui , per attuarla quando se ne offrirà l'occasione ? Vediamo che tanti Papi furono martirizzati gli uni dopo gli altri ; se ne contano trentacinque di seguito . Non è strano veder mercanti che , per un piccolo guadagno , attraversano i mari e si espongono a non so quali pericoli? Domenica scorsa mi trovai con uno di essi che venne a cercarmi qui , e mi disse che gli avevano proposto di andare nelle Indie e che si era risoluto d'accettare , nella speranza di guadagnarvi qualche cosa . Gli domandai se vi erano molti pericoli , e mi rispose che ve n'erano moltissimi , ma che una certa persona di sua conoscenza però era ritornata ; un'altra , per dire la verità , vi era rimasta . Ed allora dicevo tra me ; se questa persona per un piccolo guadagno , per riportare qualche pietra , si espone in tal modo a tanti pericoli , ben a più forte ragione noialtri dobbiamo farlo per portarvi la pietra preziosa del vangelo >>
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